Nell’attività ordinaria degli Sportelli AdS (Punti Informativi e Punti di Prossimità) aperti e gestiti dai Progetti territoriali AdS viene affrontata con frequenza una casistica di persone fragili che, pur avendo capacità operativa di stipulare contratti e conferire incarichi, non hanno il necessario discernimento e l’adeguata capacità critica per fare la cosa giusta. Nei decreti che riguardano queste persone possiamo incontrare svariate forme di limitazione della capacità di agire, compresa la necessità che eventuali contratti debbano essere stipulati con l’assistenza dell’AdS. Ma quando, nonostante le limitazioni, il beneficiario sottoscrive un contratto, cosa deve fare l’AdS? Riportiamo il contributo di Daniela Polo del gruppo operativo del progetto Ads regionale a commento del decreto emesso il 4 febbraio 2012 dal Giudice Tutelare Buffone del Tribunale di Varese su una situazione emblematica.

Segnaliamo un interessante decreto emesso il 4 febbraio 2012 dal Giudice Tutelare Buffone del Tribunale di Varese, riguardante persona sottoposta ad amministrazione di sostegno con un decreto che gli precludeva la possibilità di concludere contratti e di stipulare accordi.

Dalla lettura integrale del decreto è possibile rilevare le azioni intraprese dall'AdS e le conclusioni del Giudice che, constatando l'annullabilità del contratto stipulato in violazione delle disposizioni, decreta in conseguenza e dà indicazioni operative all'AdS, facendo espresso riferimento agli articoli 412 e 413 c.c e confermando che il regime di protezione delineato è teso ad evitare che il beneficiario danneggi sé stesso con atti che non passino per il filtro dell'Amministrazione di sostegno e l'autorizzazione del Giudice tutelare.
In questo caso l'amministratore di sostegno riferisce al Giudice, con relazione depositata in cancelleria, di essere stato contattato da due avvocati che avevano ricevuto incarico legale dal beneficiario dell'AdS per rappresentarlo nella pratica di successione ereditaria della moglie defunta.

L'amministratore di sostegno, esprimendo perplessità in merito, sottopone la questione al Giudice Tutelare il quale evidenzia che il decreto istitutivo dell'amministrazione di sostegno aveva stabilito con chiarezza che il beneficiario non potesse sottoscrivere contratti se non con la firma dell'amministratore e che era stata decretata l'ablazione della capacità di agire del beneficiario per ogni negozio, mantenendo in capo al beneficiario la possibilità di attivare un procedimento inteso ad agire per un conflitto di rappresentanza o per la revoca dell'amministrazione di sostegno.

Il Giudice conclude di ritenere viziato da patologia contrattuale il contratto di patrocinio intercorso tra il beneficiario ed i due avvocati e dà mandato immediato a all'AdS per sperimentare una transazione bonaria ovvero citare immediatamente a giudizio i contraenti per ottenere l'annullamento del contratto di patrocinio.

Daniela Polo - gruppo operativo Progetto ADS regionale

 

 
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