Con Decreto 283/2009, pubblicato il 19 aprile 2010, il Giudice Tutelare di Varese Giuseppe Buffone ha nominato, seppur a tempo determinato, l’AdS per una affiancare una persona che non presenta una delle tipiche condizioni per cui l’AdS appare necessario ed opportuno. Il beneficiario infatti ha bisogno di aiuto nell’affrontare le difficoltà riscontrate a fronte di un repentino cambiamento nelle sue qualità di vita. Questo decreto richiama la finalità principale dell’istituto AdS: rimuovere quegli ostacoli che si frappongono alla libera esplicazione della personalità. Oltre a costituire una figura che rappresenta il beneficiario, può anche tradursi nella istituzione di una persona che accompagna le scelte esistenziali. Pubblichiamo il contributo di Rita Rossi dal sito www.personaedanno.it.

Il beneficiario è nato in Germania dove ha vissuto sino a un paio di anni fa e dove continuano a vivere le due figlie con le quali i rapporti familiari possono dirsi allo stato del tutto interrotti. Il beneficiario non presenta, all'esito di un primo esame, una delle tipiche condizioni al cospetto delle quali l'amministrazione di sostegno appare necessaria o quantomeno opportuna, trattandosi di un soggetto allo stato nullatenente,senza evidenti patologie psichiche e senza limitazioni tali da impedire lo svolgimento delle attività quotidiane. Il motivo che ha indotto il servizio sociale a presentare ricorso insta nella incapacità del B di adattarsi alla nuova situazione di ristrettezza e precarietà economica, atteso che questi ha sempre vissuto in situazione di estremo benessere. Il tracollo finanziario ha determinato un mutamento radicale dello stile di vita non seguito da un adattamento del beneficiario il quale infatti antepone spese non prioritarie a quelle essenziali come il riscaldamento. Il disagio denunciato dal Servizio involge lo stato di stasi in cui versa il beneficiario che, in ragione dell'attuale situazione peggiorativa è incapace di volgere uno sguardo ad una nuova prospettiva di vita, ad un nuovo programma di ricostruzione del sé. Il beneficiario si trova solo, senza famiglia; nullatenente, senza denaro; sfiduciato, senza attuali prospettive di benessere. Reputa questo giudice, all'esito dell'esame, che l''amministrazione possa comunque essere aperta, seppur a tempo determinato. L'amministrazione di sostegno infatti non deve essere interpretata necessariamente come una cura per una patologia o come un rimedio per uno strappo nel tessuto epidermico della vita del beneficiario. L'istituto ha il principale fine di rimuovere quegli ostacoli che si frappongono alla libera esplicazione della personalità come ha scritto autorevolmente la Dottrina e, dunque, oltre a poter costituire una figura che rappresenti il beneficiario può tradursi nella istituzione di "una persona che accompagna le scelte esistenziali", come gli studiosi dell'Amministrazione tendono oggi a suggerire nell'elaborazione dottrinale più recente. Si tratta cioè di approdare ad un interpretazione che valorizzi l'autonomia dei soggetti deboli in una prospettiva per rendere effettivo l'esercizio dei diritti laddove, come giustamente si è scritto, "se non vi è esercizio non vi è neppure titolarità".

Avvocato Rita Rossi

 

 
ASSOCIAZIONE PORTE SEMPRE APERTE ODV DI GARBAGNATE - PER UNA NUOVA CULTURA DEI DIRITTI DI CREMONA ONLUS - AUXILIA ODV DI MANTOVA – ADS DEL LODIGIANO DI LODI –  LIBERI LEGAMI BERGAMO -  LEDHA MILANO - ADS BRESCIA – INSIEME SI FA DI ROZZANO – UNA RETE DI SOSTEGNO ALLA FRAGILITÀ DI LECCO - VICINI ALLA PERSONA APS COMO -  FIANCO A FIANCO DI MONZA E BRIANZA


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